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Qual è il compito dell’OSS nella gestione dei regimi dietetici speciali?

Qual è il compito dell'OSS nella gestione dei regimi dietetici speciali

Qual è il compito dell'OSS nella gestione dei regimi dietetici speciali

Qual è il compito dell’OSS nella gestione dei regimi dietetici speciali? – Durante il trattamento di forme patologiche, anche l’alimentazione ha la sua importanza e deve tenere conto della terapia prescritta.
Per questo motivo si parla di regimi dietetici speciali in particolari stati patologici.
I regimi dietetici speciali per particolari patologie vengono prescritti dal medico. La dietista ha la responsabilità della composizione delle diete, l’infermiere ne applica la prescrizione.
Possiamo avere numerosi tipi di diete che si rendono necessari in relazione ai quadri patologici dai quali i degenti sono affetti e agli interventi diagnostici e terapeutici a cui sono sottoposti. Esistono così diete ipo o iper caloriche per diabetici, per malati affetti da malattie renali, del fegato, del pancreas ecc.., diete da adottare in particolari esami diagnostici.

Qual è il compito dell’OSS nella gestione dei regimi dietetici speciali?

Il compito dell’OSS nella gestione dei regimi dietetici speciali è:

La dieta , dal latino diaeta, è l’insieme degli alimenti che gli animali e gli esseri umani assumono abitualmente per la loro nutrizione ovvero lo spettro alimentare.

Regimi dietetici speciali

Dieta assoluta o digiuno

Esclude ogni alimento.
Indicazioni:
Per la preparazione a interventi chirurgici e ad alcuni esami diagnostici. Su indicazione medica e infermieristica .
Modalità di attuazione:
Dalla sera precedente in caso di esami o intervento, fino a una nuova disposizione in caso di particolari problemi del paziente.

Dieta idrica

Esclude ogni alimento.
Indicazioni:
Dopo alcuni interventi chirurgici. Su indicazione medica e infermieristica.
Modalità di attuazione:
Permette l’assunzione di acqua e alimenti liquidi di basso apporto nutritivo, come tè , camomilla, acqua non gasata, con l’eventuale aggiunta di zucchero; da un punto di vista nutrizionale equivale spesso al digiuno assoluto.

Dieta liquida

Esclude ogni alimento.
Indicazioni:
Dopo alcuni interventi chirurgici. Su indicazione medica e infermieristica.
Modalità di attuazione:
Comporta l’assunzione di alimenti che forniscono un certo apporto di calorie e in principio nutritivi , ma di consistenza liquida ( es, latte parzialmente scremato , tè, camomilla, succhi di frutta, brodo , brodi vegetali, acqua non gasata ) povera in nutrienti e calorie, spesso viene addizionata con integratori alimentari (es. liofilizzati).

Dieta semiliquida

Indicazioni:
Dopo alcuni interventi chirurgici. Su indicazione medica e infermieristica. Per iniziare la ripresa dell’alimentazione dopo un lungo periodo.
Modalità di attuazione:
Comporta l’assunzione di alimenti che forniscono un certo apporto di calorie , ma di consistenza semiliquida ( es, latte parzialmente scremato , tè, camomilla, succhi di frutta, brodo di carne, minestra, brodi vegetali, acqua non gasata, frutta cotta ) povera in nutrienti e calorie, anche questa spesso viene addizionata con integratori alimentari (es. liofilizzati).

Dieta a basso residua (povera di scorie)

Comprende cibi poveri di fibra alimentare.
Indicazioni:
Chirurgia intestinale. Preparazione a esami del tratto gastrointestinale. Stomie intestinali (se indicato).
Diarrea (come) – In presenza di diarrea, con una dieta mirata a basso residuo si cercherà di diminuire la peristalsi.
In genere la dieta e tipo normocalorica, a basso residuo, si potrà usare della fibra solubile (integratori).Piatti semplici come riso o pasta in bianco, successivamente si potrà introdurre nella dieta anche piatti proteici come carne bianca, pesce, ecc..Per quanto riguarda la frutta si consigliano mele e banane. Bisogna evitare caffè, cacao, salse, fritti, bevande gassate e legumi.
Modalità di attuazione:
Si consigliano pasti piccoli e frequenti. Mangiare lentamente bere tra i pasti.
Cibi consentiti: Carni bianche a fibre corte (pollo, coniglio, carne tritata o frullata) Pesce, Uova sode, minestre fatte con acqua di cottura delle verdure. Riso raffinato, semolino di grano, creme di riso, centrifugati di frutta e verdura ben filtrati. Zucchero, miele. Pane, biscotto, grissini, crachers non integrali.
Cibi controindicati:
Verdura , legumi , patate, frutta fresca, frutta secca. Carni rosse, crostacei, insaccati. Passati di verdura. Prodotti di grano integrale. Pane fresco. Limitare l’uso del latte. Gelati e creme. Acqua gasata.

Dieta iposodica

Insufficienza cardiaca e renale, ipertensione. Edema. Altre indicazioni mediche o infermieristiche.
Ipertensione è una malattia caratterizzata dall’aumento della pressione sanguigna arteriosa, fattore di rischio per malattie cardiovascolari, non sempre ha cause identificabili, ma è stato accertato che l’alimentazione e l’esercizio fisico rivestono un ruolo primario nel miglioramento del quadro clinico. La dieta deve mirare a controllare il peso corporeo, alcune volte è sufficiente perdere un po’ di peso per correggere l’ipertensione.
Modalità di attuazione:
Mangiare ad orari fissi e lentamente. Bere tra un pasto e l’altro.
Cibi consentiti:
latte, yogurt, ricotta, mozzarella. Pane e biscotti iposodici. Uova, carne e pesce fresco. Acqua priva di sodio.
Cibi controindicati:
Sale da tavola. Cibi trattati con sale e conservati in scatola o in salamoia, o essiccati e affumicati. Carni, pesce, ortaggi e frutta conservati in scatola (marmellate, salse, tonno, mandorle, nocciole, ecc..).  Pane biscotti, crackers salati. Crostini, insaccati. Pasticceria industriale. Glutammato di sodio per brodo. Acqua gasata. Limitare il fumo e il caffè in quanto vasocostrittori.Evitare gli alcolici che possono interferire con i farmaci antipertensivi.

Dieta ricca di fibre

Stitichezza, gonfiore addominale, diverticolosi e colite spastica
Si ricorda che per un buon funzionamento dell’intestino andranno rispettate alcune semplici regole:

Una dieta ad alto residuo prevede un apporto giornaliero di circa 30 grammi di fibra.
La fibra deve essere introdotta gradualmente nell’alimentazione per dare tempo all’organismo di abituarsi.
Alcuni consigli:
1) Non saltare i pasti 2) Consumare la fibra tutti i giorni 3) Mangire la verdura nei due pasti principali. 4) La frutta può essere utilizzata per gli spuntini. 5) Masticare con calma e bene.
Modalità di attuazione: Bere non meno di 2 litri di acqua al giorno. Mangiare lentamente masticando a lungo. Non assumere cibi al di fuori dei pasti.
Cibi consentiti: Legumi e verdure ricchi di fibre di cellulosa. Frutta sciroppata e succhi, pane fresco, biscotto integrale, crackers, grissini o fette biscottate integrali. Carni bianche, yogurt, uova, latte e latticini. Olio di oliva,burro fresco,dolci, budini, crostate di frutta, marmellate., miele, macedonia di frutta.
Cibi controindicati: Cibi con fecola, cioccolato, cacao. Paste alimentari. Pane. Riso, orzo, Tè, caffè, vini rossi. Nespole , mirtilli. Abuso di carne, fagioli e lenticchie. Acqua gasata.

Dieta a consistenza modificata (Disfagia)

Questo tipo di dieta è consigliata per i pazienti che soffrono di disfagia.
Con il termine di disfagia si descrive qualsiasi difficoltà o fastidio legati al processo della deglutizione.
Gli alimenti devono essere modificati nella loro consistenza. I liquidi devono essere addensati, utilizzando gli addensanti esistenti sul mercato. Si potrebbe pensare che i liquidi sono più facili da deglutire, ma un cattivo controllo sul loro passaggio potrebbe creare grossi problemi. I cibi solidi devono essere ridotti a purea, evitando di mescolare gli alimenti. Il cibo deve essere di bell’aspetto, ben condito per stimolare l’appetito. I cibi leggermente acidi (conditi per esempio col limone) attivano il riflesso della deglutizione.

Dieta di eliminazione (Allergia)

L’allergia o ipersensibilità agli alimenti è una reazione anormale del sistema immunitario secondaria all’introduzione di qualche alimento o additivo. Colpisce particolarmente i bambini, nell’ordine del 3-8% , meno gli adulti , con 1-2%.
Solitamente avviene in alcuni individui e non dipende dalla quantità di cibo ingerita.
I cibi che possono scatenare una reazione allergica sono:
latte, pomodori, uova, pesce, arachidi, nocciole, soia, alcune verdure come il sedano e frutta come pesca, agrumi, banana, Kiwi.
I sintomi più comuni sono : gastroenteriti (stomatiti, vomito, diarrea,) cutanee (dermatiti) respiratorie (asma), in alcuni casi si ha lo shock anafilattico.
Questa dieta di eliminazione consiste nell’eliminazione completa degli alimenti a cui il paziente è allergico. Per esempio una persona intollerante al glutine (celiachia) l’unica terapia consiste nell’eliminazione dalla dieta di tutti gli alimenti che contengono glutine (frumento, orzo avena, malto, farro, segale)

Diete ipolipidiche (Dislipidemie)

Con il termine dislipidemia si intende solitamente un’alterazione in eccesso delle componenti lipidiche plasmatiche e conseguentemente un aumento del livello di colesteroloe/o trigliceridi al di sopra dei valori normali.

Il colesterolo è fondamentale per il nostro organismo.

Il colesterolo non è libero nel sangue, ma è legato a particolari proteine formando strutture complesse dette lipoproteine; il colesterolo totale si divide perciò in colesterolo VLDL (a bassissima densità), LDL (a bassa densità) e HDL (ad alta densità).
Le lipoproteine a bassa densità (LDL) veicolano tra il 60% e l’80% del colesterolo sierico. Presentando molta affinità con le cellule dell’endotelio delle arterie, liberano il colesterolo sulla parete dei vasi (costituisce la placca ateromatosa nell’aterosclerosi, anche se non è ancora chiaro se rappresenti il fattore eziologico della malattia); viceversa le lipoproteine ad alta densità (HDL )svolgono la funzione opposta, rimuovendo il colesterolo dalle arterie e riportandolo al fegato. Incerto è invece il significato del colesterolo presente nelle lipoproteine VLDL.
Il colesterolo contenuto nella dieta non deve superare i 300 mg giornalieri.
Cibi controindicati: uova , frattaglie, latte intero, formaggi, salumi, carni grasse, burro pancetta, panna.
Cibi indicati: Pesce condito con olio extravergine, e preferiti alimenti di origine vegetale, cereali integrali, verdure, legumi.

Dieta ipoproteica (insufficienza renale)

L’insufficienza renale è una condizione patologica che compare quando i reni non sono più in grado di funzionare in modo efficiente. I reni hanno il compito di depurare il sangue, filtrando le sostanze dannose, e svolgono perciò un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio interno dell’organismo.
Quando la funzione renale si altera, perché i reni non sono in grado di trattenere i sali minerali presenti nelle cellule oppure non riescono più a mantenere il livello di sostanze nocive nel sangue entro una soglia ottimale, si produce l’insufficienza renale, un patologia che, nella sua tipologia cronica, in Italia colpisce attualmente circa 40.000 persone.
L’insufficienza renale può essere acuta (Ira) o cronica (Irc). Quella acuta è provocata da un deterioramento improvviso della funzionalità renale (il blocco renale), ed è caratterizzata da ridotta produzione di urine (oliguria); può essere causata da infezioni gravi, terapie farmacologiche, interventi chirurgici. Quella cronica è invece provocata da una perdita permanente della funzione renale. Questo deterioramento dei reni è progressivo e lento, per cui è difficile individuarne i segni, anche perché l’organismo reagisce tentando di compensare il malfunzionamento di quest’organo. Le cause principali sono nefropatia diabetica, ipertensione arteriosa, glomerulonefriti, nefropatia policistica, idronefrosi ecc.
L’Irc porta all’uremia, ossia una condizione tossica in cui si ha accumulo nel sangue dei prodotti del metabolismo delle proteine e di urea. Le ripercussioni sono gravi: intossicazione globale dell’organismo con anoressia, vomito (Assistenza al paziente che vomita), nausea, prurito diffuso, poliuria, nicturia e, in fase terminale, oliguria e anuria. I sintomi che possono indicare la presenza di Irc sono pressione alta, stanchezza, inappetenza, pallore. Nel caso di insufficienza renale acuta la terapia è rappresentata dall’eliminazione della causa che l’ha provocata, dal ripristino della diuresi e degli equilibri idroelettrolitici, dal trattamento delle infezioni.
Nella forma cronica, si devono adottare severi cambiamenti nella dieta, passando a un’alimentazione priva di sodio, con poche proteine e fosfati, per evitare ulteriori danni ai reni, e una terapia farmacologica che consenta di correggere gli squilibri presenti nell’organismo. In pazienti ormai giunti all’uremia, le uniche possibilità sono rappresentate dalla dialisi e dal trapianto renale. La forma più completa di terapia è rappresentata dal trapianto; in più della metà dei casi, il rene trapiantato funziona in modo ottimale anche dopo quindici anni dall’intervento. In caso di fallimento del trapianto, il paziente torna alla dialisi, ma potrà in seguito effettuare un nuovo tentativo.
Dieta: Per evitare i danni dovuti all’accumulo di sostanze tossiche derivanti dal metabolismo delle proteine, queste devono essere ridotte. Si parla di dieta ipoproteica nel caso in cui saranno favorite le proteine ad alto valore biologico , mentre le proteine vegetali andranno ridotte. In commercio vi sono prodotti aproteici, creati appositamente per questi pazienti, sostitutivi della pasta e del pane, che non contengono proteine ma forniscono con i carboidrati un apporto calorico adeguato. Dovrà essere ridotto anche il sale. La quantità di sale da utilizzare nella giornata varia a seconda della gravità della malattia.

Con questo articolo abbiamo cercato di illustrare qual’è il compito dell’OSS nella gestione dei regimi dietetici speciali.

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